Mi rendo conto, a consuntivo della giornata, che le uniche parole pronunciate oggi sono state: “Un cappuccino e una brioche”, “grazie” e, sottovoce: “buongiorno”.
17 Marzo 2006
15 Marzo 2006
1 Marzo 2006
25 Febbraio 2006
28 dicembre ed è un arrivo di colore nero
Oggi a Bamako, ed è un arrivo di colore nero. Ho abbandonato i bagagli in una casa e ora dormo in un’altra; fuori dalla porta un soggiorno brullo con tre poltrone, un frigorifero e una donna e un bambino e un giovane che dormono vicino. Sulla strada dalla prima casa alla seconda, fumo in aria e l’aria di notte e un boato sordo di cose che non si vedono. Fuori dalla porta dell’aereo, un tepore mite a 25° che ci ha fatti felici e ora, qui, non si vorrebbe dormire per la voglia di vedere quel nero bene in luce risplendere al giorno del suo oscuro polveroso.
Ora, sollevato lo sguardo dal foglio, al di là di una abat-jour di vimini con due bottiglie d’acqua vicine, una stanza attraverso la porta aperta e l’odore del materasso su cui sono. E per questo, ancora, non si vorrebbe dormire. Capire quali delle cose che ho portato con me siano inutili e quante non ci sono è sempre più.
Cosa c’è che risplende qui al di là del legno del comodino sbrecciato e queste pareti sporche? Sono io, è la mia presenza tutta in me che mette ad ignorarsi il colore di quello che vedo, perché ciò che vedo è il mio pensiero tutto rinchiuso brado in questi paesaggi polverosi che si fanno belli.
19 Febbraio 2006
14 Febbraio 2006
schik reisen
Ho chiesto a Giacomo di scattarmi una foto ma la macchina era impostata per registrare un video. Ne è risultata una impressione casuale di un momento qualunque. Quel video si è rivelato essere una metafora della struttura dei miei ricordi africani: guardando e riguardando un pensiero affiora un volto che era nascosto e forse perso.
10 Febbraio 2006
8 Febbraio 2006
Diario del 31 dicembre - Bandiagara
31 dicembre 2005 à
ieri e oggi è stato un giorno lungo, lunghissimo. Al villaggio di Wediè, Domò, di dieci anni, mi accompagna insieme con Anja a vedere casa sua e la sua famiglia di sorridenti. Sul punto di piangere ora dopo ora a vedere l’umanità come poteva essere, aperta e cordiale e so ora che la nostra civiltà domina perché fatta di popoli aggressivi e i buoni soccombono allo scontro. I maliani sono aperti e sorridenti, sinceramente ospitali e a vedere le nostre durezze mi viene da.
Il cielo di notte è più stellato che a casa mia, ma i disegni sono identici e questo mi colpisce. La natura è ampia e generosa qui e ora mi pare possibile capire cosa la rende tanto potente, intrecciata alle danze dei Dogon, autoironici e sereni, con un sorriso di chi sa capire senza capire.
Dormo in una bella stanzetta con il bagno e la doccia sotto le stelle.
6 Febbraio 2006
Diario del 29 dicembre 2005, Bamako-Bandiagara
Bamako – Bandiagara
C’è una strada dritta dritta e il viaggio si scorre su una musica africana che l’autista ha messo nella diffusione.
Fa caldo ed è piena estate come è da notte e giorno di piena estate questa melodia di mani e canti che ondeggianti e monotoni sembrano levati a cielo e terra.
La strada è dritta dritta e di tanto in tanto ci costringe a rallentare all’attraversare di villaggi di case squadrate di fango senza spigoli e persone tranquille sedute all’ombra del caldo. Ecco, è di nuovo campagna piana e appena lasciato di lato un villaggetto con una vasca in mezzo e un giovane sull’amaca.






